Mercati finanziari e la Teoria del Random Walk.

Oggi 19-1-2017, a seguito dell'acceso scambio di opinioni sul social network Linkedin , ritengo doveroso parlare della famosa Teoria del Random Walk.

Avevamo già parlato di questo argomento credo in qualche report di Valore in Borsa a Novembre 2016, vado a memoria!

Se non ricordo male,  il primo ad introdurre tale termine è stato il matematico Karl Pearson all'inizio del '900.

Cosa si intende per Random Walk?

Random Walk non è altro che una passeggiata aleatoria, casuale.

E in ambito Borsa cosa significa?

Il termine applicato ai mercati finanziari e alla Borsa è utilizzato per indicare la scarsa (o nulla) prevedibilità dei mercati finanziari.

Secondo i "seguaci" del Random Walk, molto semplicemente la Borsa non è prevedibile, oscilla "a caso", random.

Burton Malkiel ne parla a lungo nel suo libro "A Random Walk Down Wall Street", nella sua prima edizione uscita nei primi anni '70.

Un libro che ho letto e riletto più volte anche nelle recenti edizioni aggiornate.

Condivido molto di quanto scritto da Burton Malkiel anche se non tutto.

Se 20 anni fa, giustamente, avevo letto per la prima volta il libro prendendo come "oro colato" tutto quanto scritto, a distanza di 20 anni chiaramente ho apprezzato ancora maggiormente alcune teorie e conclusioni e criticato altre conclusioni.

La mia personale opinione è che i mercati finanziari siano solo in parte prevedibili, potrei dire al massimo nel 60/70% dei casi, con stime ottimistiche.

A mio parere è possibile fare previsioni di Borsa ma con il "rischio" che nel 30% o anche nel 40% dei casi (se è buono il modello) siano errate.

Inoltre ci tengo a ricordare che, come sottolineato dal professor Nejat Seyhun, il 95% circa dei guadagni in 30 anni di Borsa si concentra in circa 90 sedute di Borsa su 7500.

Basta, in pratica, restare fuori dai mercati in quel 2% scarso del tempo per rischiare di perdere buona parte dei profitti.

Mettendo insieme le 2 affermazioni di cui sopra, ritengo che un approccio alla Warren Buffett di "compra e tieni" ...per l'eternità sia preferibile alla continua ricerca di massimo e minimi e inversioni.

Per quanto ci possano essere sistemi previsionali affidabili, l'approccio di accumulo di fondi ed etf (a costi contenuti) nel lungo termine è sovraperformante rispetto al continuo compra e vendi.

Ma e ripeto ma, ciò non nega che nel 60/70% del tempo si può provare a prevedere tendenze e scenari e soprattutto, anche se non in toto prevedibili, ci sono comunque delle strategie vincenti di Portafoglio che consentono (decisamente) di sovraperformare il mercato, a patto che si abbia tempo, tanto tempo a disposizione.

Il fattore tempo è il cardine di tutta la discussione.

Più tempo si ha a disposizione e maggiore è la quota azionario inseribile in portafoglio.

L'ideale sarebbe avere un orizzonte di investimento di 30/35 anni.

Meno tempo si ha a disposizione e minore è la quota di azionario consigliata, fino ad arrivare a zero per gli orizzonti più brevi.

Per giustificare quanto detto sopra e nel precedente report che invito tutti a rileggere, vorrei postare qualche grafico.

Purtroppo il primo che volevo mostrarvi, ossia il confronto tra titoli dal basso ranking (in base al modello proprietario del Robo Advisor Warren) e l'Indice azionario S&P 500 non lo trovo in archivio e ve lo posterò appena ho tempo nei prossimi giorni.

Il motivo per cui non lo trovo è semplice: matematicamente i bassi ranking ho testato per anni che sottoperformano decisamente il mercato...motivo per cui non ho tempo da perdere e una volta calcolato il rating dal robo advisor faccio dedicare Warren all'analisi solo dei migliori.

Il secondo, invece, già presentato ieri, confronta titoli a ranking fondamentale elevatissimo (sempre in base al modello proprietario del nostro Robo Advisor Warren) e sempre l'S&P 500.

Dai grafici che adesso andremo a vedere emerge una chiara evidenza che:

  • titoli sani sovraperformano a lungo termine l'indice azionario di riferimento;
  • titoli "cadavere" sottoperformano a lungo termine l'indice azionario di riferimento.

Aver scoperto e provato matematicamente ciò non implica prevedere i mercati nella maniera più assoluta e non pretende di farlo anche se spesso riportiamo (perchè piace ai lettori) gratuitamente lo scenario statisticamente più prevedibile di altri.

Grafico titoli a miglior ranking (selezione robo advisor) contro S&P 500

TOP RANKING VS RANDOM WALK

TOP RANKING VS RANDOM WALK

Nel grafico sopra avete la chiara evidenza che:

-la linea verde dei Top Ranking sovraperforma a lungo termine l'S&P 500;

-la linea azzura che dei Top Ranking seleziona solo i sottovalutati sovaperforma a lungo termine entrambi.

Warren Buffett, mitico investitore e fondatore della Berkshire Hathaway con tale approccio ha dimostrato che si può battere il mercato azionario costantemente (nel lungo termine)

Grafico Titolo Berkshire tratto da Yahoo Finance

grafico berkshire

grafico berkshire

Ribadisco, il fatto che esistano buone strategie di Portafoglio non implica alcuna pretesa a prevedere i mercati.

Ma è innegabile che tali strategie a lungo termine funzionano a patto che si abbia tempo, tanto tempo e pazienza (e nervi saldi) a disposizione, e non tutti hanno tale capacità.

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